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Dux in scatola

Nella nostra bella Italia, tra le due guerre, fioriva in Italia uno statista meraviglioso: Benito Mussolini. Facciamo uno sforzo d’immaginazione collettiva: fate conto che sia io. Morto.
Un attore – solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito”- racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel ‘57. Alle avventure post-mortem del cadavere eccellente si intrecciano brani di testi letterarii del Ventennio (Marinetti, Gadda, Malaparte…), luoghi comuni sul fascismo, materiali tra i più disparati provenienti da siti web neofascisti, nel tentativo di tracciare Il percorso di Mussolini nell’immaginario degli italiani, dagli anni del consenso a quelli della nostalgia.

 

Spettacolo finalista del “Premio Scenario” 2005
Spettacolo finalista “Premio Vertigine” 2010
Selezione “Face à face -paroles d’Italie pour les scènes de France” 2011

CREDITS

uno spettacolo di e con Daniele Timpano

drammaturgia, regia, interpretazione di Daniele Timpano
collaborazione artistica Valentina Cannizzaro e Gabriele Linari
foto di scena di Valerio Cruciani, Massimo Avenali
progetto grafico di Alessandra Dinnella

Produzione Gli Scarti – Kataklisma

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CIRCUITAZIONE

28 FEBBRAIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
21 LUGLIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
28 FEBBRAIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
21 LUGLIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
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“L’attore-autore va nel senso opposto al cosiddetto teatro di narrazione […] va avanti per salti […] Dice io identificandosi con la salma, e basta questo a creare un’accelerazione di non sensi, un gioco di impossibili rispecchiamenti, una stratificazione di assurdità e una decisa e esplicita vocazione al gioco più infantile. Riporta, quindi, gli accadimenti in prima persona, ma poi introduce ricordi personali […] e lì ci indica che sta parlando di un io-io e non di quell’io di cui stavamo seguendo le traversie. Insomma, anziché riempire la scena e comporre un linguaggio, Timpano gira intorno al nulla, e questo rende conto non soltanto di un suo atteggiamento di mobilità intellettuale, frastagliato e dinamico, che non cerca punti fissi, nuclei narrativi, profondità di segno, ma anche di una sua straordinaria capacità scenica, che è quella di riempire il vuoto con il vuoto, di segnalare l’assenza attraverso l’assenza.”

Antonio Audino – Il Sole 24 ore

“Una bella sorpresa Dux in scatola, con il quale Daniele Timpano abbandona ogni sorta di retorica antifascista per entrare nel corpo morto di Mussolinibenito e farne materia narrativa cruente, senza lasciare nello spettatore il dubbio della condanna dura e senza appello. Longilineo, il voto emaciato, Timpano crea subito una stridente ed efficace dissonanza, funzionale allo smembramento del “mitico” faccione e della sua prestanza fisica, per arrivare alo smontaggio dei triti valori del fascismo non solo italico. Solo in scena, con a fianco un baule, il 30enne attore romano si costruisce una gestualita’ stilizzata per raccontare, in prima persone e in un clima surreale, le vicende di quel corpo, da piazzale Loreto al cimitero di Predappio. Meta ancora oggi di pellegrinaggio di fascisti e post fascisti che popolano l’Italia.”

Mariateresa Surianello – Il Manifesto

““Decisamente «pericoloso» dux in scatola […] Giovane artista in continua crescita, Timpano porta in scena un «racconto» destrutturato e spiazzante […] Ha suscitato sdegno e preoccupazione, ma lo spettacolo, che pure ha toni comici e cabarettistici non indifferenti, è una sottile operazione che denuncia amaramente l’assurdità del fascismo italiano, che provoca come una doccia gelata, sbattendo in faccia allo spettatore le contraddizioni di un Paese che non si è mai liberato veramente dell’ideologia violentemente imposta da Mussolini. Opera surreale, di grande vigore, dux in scatola merita attenzione.”

 

Andrea Porcheddu – Del teatro.it

“Il lavoro del trentenne Daniele Timpano, solo in scena con la bara-baule che dovrebbe contenere i resti del Duce, ha le carte in regola per disorientare. E convincere. […] è teatro di narrazione ma sembra fare il verso parodico, anche nel fraseggio scandito al metronomo, alla voga (e alla maniera) degli affabulatori. E’ teatro di memoria civile, tratta un periodo storico cruciale e un personaggio come Mussolini visto negli ultimi giorni di vita e quelli successivi alla sua morte, ma lo fa da angolazioni particolari, tra farsa e tragedia. Con le divagazioni di un bizzarro storico-conferenziere, tra Petrolini e Woody Allen. Un mix originale di humor ebraico e dinoccolato cinismo romano.”

Nico Garrone – La Repubblica

“Ironico, scanzonato, ammiccante, riflessivo, ma anche come svagato, distratto, annegato in strani pensieri: molto bravo Daniele Timpano, rigoroso nei tempi, nella scansione narrativa, un testo fitto giocato su diversi piani, informazioni storiche ed elementi grotteschi […] un raccontare fluente ma anche asciutto, scandito […] uno spettacolo complesso, intelligente, che scivola leggero: con molti “Bravo!” al termine.”

Valeria Ottolenghi – La Gazzetta di Parmat

“Avventure post-mortem, raccontate in modo un po’ surreale da un giovane attore-autore, da tenere d’occhio dopo questa prova interessante. Momenti di cabaret e di comicità scandiscono un testo che apparentemente può sembrare un’apologia del fascismo. Niente di più sbagliato, perché quello che si legge tra le righe è esattamente il contrario. Daniele utilizza, infatti, brani di Martinetti, Gadda, Malaparte, materiali tratti dai siti web neofascisti, luoghi comuni per dire che anche l’Italia del 2006 non è poi così democratica… e non solo per colpa di Berlusconi. ‘Siamo circondati da secoli di cultura reazionaria, papalina, paternale, aristocratica, retorica, destrofila e sessista…’ recita Timpano. E poi perché ci sono ancora così tanti giovani attratti dal mito del duce? La risposta è nello spettacolo. Da vedere.”

Francesca De Sanctis – L’Unità
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Andrea Maltagliati

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