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Ecce Robot

Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l’infanzia tra robot d’acciaio.
Uno spettacolo su Mazinga Z e la “Goldrake generation”
Un attore ricostruisce la trama di un vecchio cartone animato giapponese. Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (fra gli altri, Goldrake, Jeeg Robot, Space Robot, Jet Robot, Il Grande Mazinga, Mazinga Z) lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla TV nell’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse, dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni.
Tra resoconto delle trame dei singoli episodi dei cartoni giapponesi (con particolare attenzione per la sceneggiatura di Mazinga Z) e ricostruzione storica di un’invasione (quella dei serial nipponici nei palinsesti pubblici e privati, ma anche quella della televisione dentro le nostre teste), lo spettacolo è il divertito e autocritico racconto di una generazione che, ignara di vivere negli anni di piombo, cresceva tra robot d’acciaio.

 

CREDITS

uno spettacolo di e con Daniele Timpano
ispirato liberamente all’opera di Go Nagai
musiche originali di Michela Gentili e Natale Romolo
disegno luci e voce narrante di Marco Fumarola
aiuto regia di Valentina Cannizzaro e Marco Fumarola
progetto grafico di Alessandra D’Innella
foto di scena di Antonella Travascio

Produzione Gli Scarti – Kataklisma
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi, Consorzio Ubusettete

MEDIA

PROSSIME DATE

Non ci sono eventi in arrivo al momento.

CIRCUITAZIONE

28 FEBBRAIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
21 LUGLIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
28 FEBBRAIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
21 LUGLIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE

PRESS

“Colpisce per una certa sua aguzza stramberia Ecce robot! dell’estroso Daniele timpano, quasi un autoritratto generazionale attraverso Mazinga Zeta a e altri cartoni animati giapponesi: vestito di un’assurda tutina bianca, coi suoi gesti sghembi e i suoi toni deliranti, il giovane attore alterna la compunta ricostruzione di lotte fra mostri meccanici a spiazzanti scorci autobiografici: si ricordano le crociate democratiche e progressiste contro questa invasione televisiva, per concludere che i litigi dei genitori e la solitudine dei figli facevano forse più male.”

Renato Palazzi – Il Sole 24 ore

“Gli anni ’80 resuscitati da Timpano con misurata ironia in una messinscena ondivaga che si muove tra ‘riflessione su’ e ‘rappresentazione di’ quei furiosi incontri con le gesta di Mazinga e soci […] L’aspetto più interessante che restituisce Timpano nel suo spettacolo, frutto del suo essere attore trasversale, dalla gestualità sbrigativa, epigrammatica, sempre significante, è quello strano senso di nostalgia per quell’età di grandi sfide galattiche e di rivoluzioni d’acciaio che […] ci fa solidali con lui. Di bianco vestito, Timpano doppia se stesso quando interpreta in pose plastiche ed eroiche, col solo aiuto di tagli di luce colorata e di una ricca colonna sonora di effetti, le gesta dei suoi beniamini giapponesi, salvo poi trasformarsi in affabulatore […] quando il suo pensiero corre, ribellandosi, ai presunti ‘guasti’ che quella civiltà del piccolo schermo avrebbe, secondo la morale corrente, procurato”.

Enrico Marcotti – Libertà

“Prendendo come spunto narrativo i robot giganti che hanno «invaso i teleschermi italici» con la loro «etica mortifera e guerrafondaia» – e addirittura mettendo in scena alcune puntante, di cui una, l’ultima, persino inedita – certamente Timpano imbocca noi, pubblico di suoi coetanei, con una bella «madeleine» fatta di pugni rotanti e raggi gamma. Ma, allo stesso tempo, ripercorre l’ascesa delle emittenti televisive private (e del suo vate Berlusconi) che hanno cresciuto intere generazioni di bambini, lasciati nelle braccia della tv come in quelle di un’amorevole baby-sitter da parte dei loro genitori, in grado poi di scatenare polemiche ideologiche contro i cartoni violenti e diseducativi. Così Daniele Timpano ripercorre la polemica mediatica montata contro «Goldrake» (pronunciasi come si legge), culminata nell’utilizzo strumentale della morte accidentale di un bambino – e, cinicamente, sceglie di non “commuoversi” per quella morte, ribaltando l’ipocrisia insita nei ragionamenti di giornalisti e genitori, che promuovono la famiglia – spesso fucina di autismi affettivi, quando non di aperte violenze – come un modello assoluto. Anche qui, dunque, c’è un sovvertimento della narrazione teatrale, che solitamente parte da un tema di rilevanza sociale già condiviso dal pubblico, e ne mette in scena un’esegesi condivisa. Nel teatro di Timpano avviene l’esatto contrario […]”

Graziano Graziani – La differenza
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Andrea Maltagliati

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