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FaustBuch

FaustBuch è frutto di un percorso artistico che coinvolge attori con disabilità, creato e realizzato al Centro Dialma Ruggiero della Spezia e al Teatro Quartieri di Bagnone. Oltre a Casale, regista e attore dello spettacolo, in scena ci sono Michael Decillis e Andrea Burgalassi.
Il successo. Quando possiamo dire di averlo ottenuto? Ma soprattutto, cosa siamo disposti a fare per ottenerlo? In un’epoca dove il talento è mercificato o la sua totale assenza viene spesso esaltata dall’audience mediatica come in moderni freak show, vogliamo condurre un’indagine intorno a questo tema. Il nostro Faust contemporaneo vuole diventare l’uomo più famoso del mondo. C’è un problema: è un mediocre. Vendersi è l’unico modo per riuscire. Ma vendersi a chi? Esiste ancora il diavolo? Se esiste, che forma assume oggi? Dov’è l’inferno? La risposta arriva dal “Faust” di Marlowe: Faust, curioso di sapere dov’è situato l’inferno, incita Mefistofele da lui evocato, a questa apparentemente difficile spiegazione. Mefistofele risponde: “Ma qui è inferno, e io non ne sono fuori”. “Faust” di Marlowe tuttavia è una partenza, un calderone da cui pescare ispirazioni. L’ambiente scenografico è la materializzazione delle ossessioni di Fausto, il protagonista del racconto. Le sue paure, le sue fantasie di successo, le sue visioni. Il progetto nasce dalla volontà di intraprendere un percorso teatrale professionale con persone disabili. Enrico Casale, guida del gruppo “Accanto” laboratorio teatrale di integrazione fra persone normodotate e con disabilità, seguito dal 2008, struttura “Faustbuch” proprio attorno al rapporto con Andrea e Michael, attori con disabilità.

 

Menzione Premio Scenario per Ustica e Premio della Giuria Ombra Premio Scenario 2017 Santarcangelo Festival

CREDITS

regia e drammaturgia Enrico Casale
in scena Enrico Casale, Andrea Burgalassi, Michael Decillis, Ivano Cellaro
scene Alessandro Ratti

produzione Gli Scarti

MEDIA

PROSSIME DATE

Non ci sono eventi in arrivo al momento.

CIRCUITAZIONE

28 FEBBRAIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
21 LUGLIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
28 FEBBRAIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE
21 LUGLIO 2018 TEATRO ROSSI – PISA
3 GIUGNO 2018 TEATRO ROSSI – MILANO
12 LUGLIO 2018 FABBRICA EUROPA – FIRENZE

PRESS

“Enrico Casale mette in scena un tema di scottante contemporaneità, come quello dell’ossessione del successo, usando il canovaccio del Faust di Marlowe. E lo fa dando voce ad attori con disabilità, ma consapevoli del progetto che li accomuna, facendo sì che le loro improvvisazioni sceniche divengano tessuto drammaturgico. Lo spettacolo vive così di dialoghi surreali e invenzioni linguistiche che ben si adattano alla dimensione ‘diabolica’ del protagonista”

Menzione Premio Scenario per Ustica 2017 *
Motivazione della Giuria

Parabola perfetta e drammatica dei nostri giorni, il Faustbuch di Enrico Casale, andato in scena in anteprima nazionale venerdì 2 febbraio al Teatro San Teodoro di Cantù, emoziona, diverte, sorprende e incanta, e lo fa per un sacco di ottimi motivi. Il primo, necessariamente, per la straordinaria performance di Michael Decillis, tenero e acuto Wagner e di Andrea Burgalassi, temibile e credibilissimo Mefistofele al servizio di un seducente e brillante Lucifero, interpretato da Ivano Cellaro.
Il secondo, per la scenografia essenziale e al tempo stesso originale e ben costruita, frutto del sapiente lavoro di Alessandro Ratti e del tecnico Margherita Roccabruna. Il terzo, per i lampi di ironia geniale e dissacrante, che strappano risate e applausi a scena aperta ad una platea quasi sold out. Il quarto, per la consapevolezza che anche Christopher Marlowe avrebbe apprezzato questa speciale visione del suo Faust, e si sarebbe prodigato in elogi e salamelecchi (pratica certamente diffusa nel 1600).
Il quinto, ma non in ordine d’importanza, per aver affrontato un debutto così importante con semplicità, coraggio e grande bravura, dimostrando che le differenze, le distanze e le disabilità sono solo negli occhi di chi le guarda, mentre il concetto di normalità assume talmente tante di quelle sfumature che la Pantone nemmeno se le sogna.
Al termine, è la voce di Casale a farsi spazio tra le acclamazioni del pubblico (il pubblico più magnifico, come lo definisce Michael, conquistando definitivamente tutti i presenti), per ringraziare il direttore artistico Maddalena Massafra, la quale «deve essere un po’ matta come lo siamo noi, dal momento che ha creduto in questo progetto e lo ha voluto su questo palco, pur non avendo mai visto lo spettacolo

Alessia Roversi – BiBazz
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